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In vista del Natale abbattiamo i muri dell'indifferenza


12-12-2016 - Autore: Michele Ciani Condividi

In vista del Natale abbattiamo i muri dell'indifferenza

La quarta domenica di Avvento spalanca le porte al Natale, una festa importante per la vita di ogni credente, anzi potremmo dire la festa più importante, insieme alla Pasqua, dono di Nostro Signore ad ognuno dei Suoi figli. Capire il mistero del Natale è forse la cosa più difficile e allo stesso tempo più facile; dobbiamo rifletterci però, meditare, e non lasciarci trasportare solo dallo shopping, dalle luci e dai regali, utili sì a ravvivare nei nostri cuori lo spirito della festa, ma che non possono prendere il posto del vero e profondo significato che ha la Venuta tra noi dell'Emanuele. Gesù, fattosi uomo, arriva in una fredda e desolata mangiatoia, accolto dall'amore di una famiglia, Maria e Giuseppe, giovani sposi con tanti progetti personali e di coppia per il loro futuro, ma che abbracciano senza incertezze il programma di Dio a loro proposto attraverso il mistero della Vita, anche se incomprensibile per la mente umana. Custodiscono nel cuore quello che accade e non possono comprendere, coltivando così nel profondo quel contatto d'Amore che sa superare ogni muro e limite. Aprono le porte della propria speranza e della propria fiducia, abbattendo i muri più resistenti della propria dimensione umana. Rompe muri molto spessi questo piccolo Divino Bambino i muri della convenienza, quelli dell'ipocrisia, quelli del potere e della convenzione sociale, un Messia che nasce in una stalla, figlio di un povero falegname e di una giovane donna che, per le leggi dell'epoca, proprio a causa della Sua Venuta, poteva essere ripudiata! Quanti falsi valori e false morali rompe già solo al momento della Sua Nascita. Il potere, incarnato nella figura di Erode, lo teme già prima ancora che Egli venga al mondo, cerca di contrastarlo e fermarlo, ma senza mai riuscirci. Cerca di raggiungerlo, di contenerlo, di ostacolarlo provando anche a corrompere i Magi, ma non ci riesce. Nulla può contro l’umile autentica Grandezza di un Piccolo Divino Neonato destinato a salvare il mondo! Gesù Bambino già nella profonda Testimonianza della Sua Nascita rompe ogni muro che la società del tempo Gli pone davanti. Viviamo anche oggi purtroppo in una società che costruisce muri. Muri fisici nascono tra le diverse nazioni, finalizzati a evitare che poveri bimbi sfortunati, colpiti da fame e povertà, arrivino tra noi da Paesi lontani; muri mentali e comportamentali nascono tra vicini, tra concittadini, tra amici e a volte anche in famiglia permettendo che la violenza e la sopraffazione dilaghino. Sempre più tendiamo ad essere fermi nelle nostre posizioni, a non muovere un passo verso l'altro, a non ricordare che l'unica via della Salvezza di tutti noi è nella comprensione e nella misericordia reciproche. Papa Francesco, Pontefice che con la dolcezza e il sorriso riesce ad arrivare al cuore di ognuno di noi, proprio alla Misericordia ha voluto dedicare un Anno Santo Straordinario per farci pensare, riflettere, perdonare. Il Natale, in tutta la sua magia, proprio com'è stato perfino per Maria e Giuseppe, deve cambiare i nostri progetti. Farci cambiare dentro, farci diventare sempre un po’ di più testimoni di valori veri valori universali e reali, votati all'accoglienza del prossimo e prima di tutto di Lui, unico Vero Esempio di autentica Grandezza e Vita.

 

 

Ne abbiamo parlato, durante la quarta domenica di Avvento, con don Guglielmo Fichera, parroco di una piccola ma antica comunità dei Monti Dauni che si prepara, con i giovani della Parrocchia, a vivere il Natale con entusiasmo e profonda autenticità.
Guarda l'intervista cliccando qui: https://youtu.be/Pml37jTE-Uc

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