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Il culto di Maria: dal Monte Carmelo in Galilea al Monte Crispignano in Daunia


15-07-2016 - Autore: Michele Ciani Condividi

Il culto di Maria: dal Monte Carmelo in Galilea al Monte Crispignano in Daunia

 

Il culto della Madonna del Carmine si diffuse in Italia dal sec.XIII, momento in cui vi arrivarono i monaci carmelitani, costretti ad abbandonare il Monte Carmelo a causa dell'invasione saracena .
Dopo Messina e Pisa in Italia, nacquero monasteri anche nel resto dell'Europa: a Marsiglia, a Kent, a Parigi. Progressivamente grandi città e centri importanti si attivarono a catena per mantenere viva la fiamma di questo attaccamento mariano erigendo imponenti chiese al centro delle proprie comunità, sull'esempio di quella prima cappella sorta sul monte Carmelo, al centro delle celle dei primi religiosi. Spicca tra tutte, senz'altro la chiesa della Madonna del Carmine a Napoli che si apre su Piazza del Mercato, luogo di grandi avvenimenti del passato per il popolo napoletano. Analogo fervore avvolse, però, anche i paesi più piccoli che cominciarono ad erigere chiesette e luoghi di preghiera su alture, colline o montagne, che in qualche modo potessero ricordare la profezia di Elia e potessero perpetuare il culto della Vergine del monte Carmelo. Il nostro obbiettivo oggi è puntato sul Santuario del Monte Crispignano (situato a mt.1150 di altezza nel territorio di Accadia, in provincia di Foggia), sulla sua storia e sulla devozione delle popolazioni della Daunia. Secondo la Tradizione, tra la fine del sec.XIII d.C. e gli inizi del sec.XIV (quindi a non molta distanza temporale dallo sbarco a Messina dei monaci Carmelitani provenienti dalla Palestina), Maria apparve nella fenditura di una roccia a un giovane pastorello del luogo, che da quel giorno tornò più volte in quel posto a deporre fiori raccolti nei campi. La chiesa che oggi possiamo ammirare su Monte Crispignano ha una sua storia particolare: fu costruita una prima volta con l'ingresso rivolto a nord, ma venne distrutta dalle intemperie; ricostruita, venne distrutta un seconda volta dal terremoto del 1456 e/o a causa dell'assedio e saccheggio della città di Accadia del 1462. Solo nel 1694 il Duca di Accadia fece ricostruire la chiesa, questa volta con la facciata rivolta verso la sua stessa cittadina, ottenendo la stabilità della struttura e la continuità nel tempo di quella devozione: da allora, infatti, sono stati eseguiti solo lavori di ampliamento nei primi del '900, resisi necessari proprio per l'aumento dei fedeli che a essa fanno riferimento affluendo da tutte le zone limitrofe. Il 21 agosto del 1927 su un podio roccioso del Santuario avvenne la cerimonia di Incoronazione della Statua della Madonna, a cui fece seguito una lunga processione che portó l'Immagine Sacra dal Monte alla Chiesa Madre di Accadia. Per questo, per la popolazione del luogo e per tutte le genti dei paesi vicini, il 21 agosto è rimasto il giorno della "discesa" della Madonna al piano, processione e rito che si ripetono ogni cinque anni. Grandi festeggiamenti si sono avuti nel cinquantenario dell'Incoronazione. Quest'anno sarà festeggiato l'ottantanovesimo anniversario, mentre il centenario cadrà il 21 agosto del 2027. Le popolazioni dei Monti Dauni, continuano a sentirsi legate alla Madonna di Crispignano nonostante che i vari paesi abbiano eretto comunque chiesette alla Madonna del Carmine sul proprio territorio. Esempi che regalano emozioni particolari sono la Chiesa della "Madunnella" tra Monteleone di Puglia ed Anzano e la piccola cappelletta di "Tuppe Grigliette" ai piedi del bosco di Monteleone verso Zungoli. E per la gente del posto l'appuntamento del 16 luglio e del 21 agosto resiste granitico nel tempo: segno che anche l'uomo del terzo millennio ha quello stesso bisogno profondo che, manifestato già nella profezia di Elia, animò la fede e la ricerca degli eremiti del monte Carmelo. Una fede che guida da sempre alla scalata piú importante della propria vita e fa del silenzio e dei monti i punti privilegiati per invocare l'aiuto della Vergine Maria e sentirsi a Lei più vicini.
 

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