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La Madonna del Carmine: la profezia di Elia


14-07-2016 - Autore: Michele Ciani Condividi

La Madonna del Carmine: la profezia di Elia

 

Si celebra il 16 Luglio, con devozione antica, profonda e ampiamente diffusa, la festa liturgica della Beata Vergine Maria del Carmelo, istituita proprio per commemorare un'apparizione mariana.
Secondo la Tradizione, infatti, il 16 luglio 1251 Simone Stock, allora Priore Generale dell'Ordine Carmelitano, ebbe la rivelazione della Vergine che gli fece dono dello scapolare con la promessa: "Questo è il privilegio per te e per i tuoi: chiunque morirà rivestendolo sarà salvo".
A San Simone Stock, che si adoperò anche per riformare la regola dei Carmelitani, è attribuita inoltre la composizione del bellissimo inno "Flos Carmeli", le cui parole e i cui versi ancora oggi animano la preghiera cantata di quanti invocano Maria come "Fiore del Carmelo" , ossia come il "Fiore più bello del Giardino di Dio". La devozione spontanea alla Vergine, diffusasi fin dai primi tempi apostolici, ha trovato, nei secoli, vari modi per esprimersi e manifestarsi. Il culto della Madonna, cioè, si é fatto strada e diffuso nel mondo, facendo leva sulle diverse e tante virtù di Maria, non solo dando vita al sorgere di chiese e santuari nei luoghi delle Sue apparizioni, ma vedendo fiorire tutta una serie di Confraternite e Ordini Religiosi a Lei ispirati. L'attenzione per la figura della Madonna ha coinvolto le Chiese di Oriente e di Occidente, animato più di un Concilio e dato vita a un vero e proprio filone di studi, la cosiddetta "scienza mariologica". Ha ispirato anche elevate poesie, come in Dante, che nel XXXIII Canto del Paradiso definisce Maria quale Presenza concepita da Dio nel disegno della Salvezza dell'umanità sin dall'inizio del mondo. E noi, accarezzando l'immagine suggerita dal Sommo Poeta di questo progetto divino antico quando il mondo, ci sentiamo di poter asserire che il culto mariano ha sicuramente radici profonde e lontane. Il monte Carmelo (in aramaico: il giardino, il vigneto di Dio), dove la tradizione vuole anche che si sia fermata la Sacra Famiglia tornando dall'Egitto, è una catena montuosa che si trova nell'Alta Galilea, una regione dello Stato di Israele, e che si estende in direzione Nord Ovest - Sud Est dalla città di Haifa a Jenin. Tale catena montuosa viene più volte citata nell'Antico Testamento: nel primo libro dei Re si racconta che il Profeta Elia (sec. IX a.C.) raccolse proprio lí una comunità di uomini in difesa della purezza della fede in Dio e che vinse proprio in quei luoghi una sfida contro i profeti del dio Baal (cfr. I Re 18,17 -40).
Dimorando sul monte Carmelo, Elia ebbe la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra, portando una provvidenziale pioggia su Israele e salvandola così da una devastante siccità. In quella nube, piccola come "mano d'uomo", i mistici cristiani e gli esegeti hanno sempre visto una profetica immagine della Vergine portatrice di Salvezza per il mondo.
Gli eremiti continuarono ad abitare il monte Carmelo anche dopo l’avvento del Cristianesimo e un gruppo di essi (i "Fratelli della Beata Vergine Maria del monte Carmelo") vi costruì una cappella dedicata alla Madonna, sempre vicino alla fontana di Elia, proseguendo il secolare culto mariano esistente. Nacque così da queste prime comunità l'Ordine religioso dei Carmelitani, che, quindi, non ebbe un fondatore vero e proprio e che considera il Profeta Elia come suo patriarca e modello.
 

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