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Traslazione san Pio, il ritorno a Pietrelcina


12-02-2016 - Autore: Maria Antonia Di Maggio Condividi

Traslazione san Pio, il ritorno a Pietrelcina

«Pietrelcina la tengo tutta chiusa nel mio cuore», così diceva Padre Pio pensando alla sua terra, terra che non ha mai dimenticato e per la quale ha sempre conservato un tenero affetto. E dopo 100 anni, dalla sua partenza definitiva dal suo paese natale, san Pio ha fatto ritorno proprio «lì dove tutto è iniziato», dove il Signore ha iniziato ad operare in lui. L’11 Febbraio 2016 le spoglie di san Pio hanno lasciato Roma per fare tappa a Pietrelcina, giungendo, nel primissimo pomeriggio, a Piana Romana, in quel lembo di terra dove la famiglia Forgione coltivava la propria terra, dove il giovane Francesco passava le sue estati e continue ore, di giorno e di notte, a pregare e dove nel 1910, sotto l’olmo della Piana, Padre Pio avvertirà strani dolori alle mani e ai piedi: il dono delle prime stimmate. I Pucinari dalle prime ore del mattino, sfidando il freddo e il vento della giornata, si sono radunati lungo le strade, sull’uscio delle loro case e ovviamente lì a Piana Romana ad aspettare l’arrivo delle spoglie del loro amato Santo. Il corteo che accompagnava l’urna ha fatto ingresso nella Piana tra le migliaia di volti commossi e quasi increduli dei tanti Pietrelcinesi che lì lo aspettavano, «in questo luogo in cui l’azione di Dio ha riempito in maniera misteriosa e provvidenziale la vita di un uomo e lo ha reso immagine speculare del Dio incarnato, Gesù Cristo!». Queste le parole di fr. Francesco Colacelli, Ministro Provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Provincia Religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio, pronunciate in apertura della Liturgia d’Accoglienza. E nell’arrivo a Piana Romana si è vissuta anche la commozione e la tenerezza del ricordo di Padre Pio giovane, della sua terra, della sua famiglia, nelle parole di fr. Marciano Guarino, Guardiano del Convento di Pietrelcina: «Ti vogliamo oggi immaginare bambino a giocare con i pochi compagni…a pascolare le poche pecorelle...». Dopo la Cerimonia di Accoglienza, processionalmente, le reliquie di san Pio hanno attraversato il paese per raggiungere la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, dopo la sosta dinnanzi al Comune per la benedizione alla Città e il saluto del Sindaco Domenico Masone. L’arrivo in Santa Maria degli Angeli ha rappresentato il ritorno nella Chiesa dove san Pio celebrò la sua prima Messa, il 14 agosto del 1910, e dove è conservata la statua della Madonna della Libera, patrona della Città, dinnanzi alla quale il giovane Francesco tante volte si raccoglieva in preghiera e alla quale si affidava con infinita devozione. Dopo la Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Rettore fr. Giuseppe D’Onofrio, una lunga fiaccolata ha accompagnato le spoglie del Santo nella Chiesa Conventuale della Sacra Famiglia, dove si è svolto il Rito di Apertura Straordinaria della Porta Santa, presieduto da fr. Francesco Colacelli. Al termine della Cerimonia e dopo l’ingresso dell’urna in Chiesa è iniziata la lunga veglia di preghiera che per tutta la notte ha accompagnato le migliaia di fedeli presenti in chiesa e fuori. Il venerdì successivo, alle ore 10, si è celebrata la Santa Messa per il Precetto Pasquale delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato della provincia di Benevento, presieduta da Mons. Orazio Francesco Piazza, Vescovo di Sessa Aurunca, che ha invitato a seguire «l’esemplare testimonianza di fede e di vita di Padre Pio, rivalutando, nelle difficoltà, sia il valore della persona e della sua dignità, sia la scelta della cura dei bisogni umani. Per san Pio – ha concluso mons. Piazza – imitando Cristo, l’altro è sempre stato il prossimo». Alle 17.30 la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Card. Angelo Comastri, Arciprete della Basilica di San Pietro, che ancora una volta, con profonda devozione, si è fermato in preghiera dinnanzi alla teca contenente le spoglie del Santo, recitando la preghiera da lui stesso scritta proprio in occasione dell’arrivo di san Pio a Pietrelcina. Nel corso della sua omelia il card. Comastri non ha fatto mancare la sua ricorrente esortazione a vivere una «fede viva e ardente». «Ascoltate Padre Pio, siate degni del suo affetto», ha concluso Sua Eminenza. La mattina del 13 febbraio è stata dedicata ai Gruppi di Preghiera dell’Abruzzo, accompagnati da Fr Guglielmo Alimonti, assistente e fondatore dei primi gruppi di Preghiera della regione, missione che ricevette dallo stesso Padre Pio sul finire degli anni 70: «Stai lì e prega per me», gli disse il frate di Pietrelcina. Nel pomeriggio la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Card. Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli e presidente della Cei della Campania, che pensando a san Pio come «martire della Misericordia», ha parlato di una Misericordia «sparsa a piene mani alle tantissime anime che ogni giorno lo avvicinavano per avere conforto e il perdono dei peccati». In tutte le 3 giornate di permanenza delle spoglie di san Pio, la chiesa della Sacra Famiglia è rimasta aperta giorno e notte per dare la possibilità alle migliaia di fedeli, che silenziosamente e con compostezza riempivano le lunghe code, di poter vivere il loro momento di preghiera accanto al loro amato Santo. Tutte le liturgie e le veglie di preghiera sono state animate dalle emozionanti esibizioni del Coro e dell’Orchestra del Conservatorio di Musica di Benevento, del Coro delle Voci Bianche del Teatro San Carlo di Napoli e del Coro Polifonico Padre Pio da Pietrelcina, di Pietrelcina. Il 14 febbraio la folla si è radunata all’esterno della Chiesa della Sacra Famiglia per dare l’ultimo saluto a san Pio, nel giorno della partenza. Tra ali di folla commossa e una moltitudine di mani che cercavano ancora un ultimo contatto, il corteo ha lasciato Pietrelcina per dirigersi verso Benevento, dove nel Duomo, nel quale il Frate Cappuccino il 10 agosto del 1910 venne ordinato Sacerdote, si è svolta la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Andrea Mugione, arcivescovo Metropolita di Benevento. Al termine della Celebrazione Eucaristica il corteo è partito alla volta di Foggia.

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