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La settimana della missione a San Giovanni Rotondo


14-03-2016 - Autore: Maria Antonia Di Maggio Condividi

La settimana della missione a San Giovanni Rotondo

Dialogo, incontro, stare insieme tra fratelli, portare conforto, camminare insieme sulla strada di nostro Signore, testimoniare e raccogliere l’eredità che san Pio da Pietrelcina ci ha lasciato. Tutto questo è stata la settimana della Missione al Popolo “Visitare gli infermi”, la Missione offerta dai Frati Minori Cappuccini al popolo di San Giovanni Rotondo, in occasione del centenario dell’arrivo di Padre Pio nella città garganica. Dal 5 al 13 marzo, una serie di iniziative per preparare adeguatamente la comunità a vivere questa ricorrenza con idoneo spirito di fede e gratitudine verso Dio per il dono che ha fatto a questa terra benedetta attraverso l’opera e la santità di san Pio da Pietrelcina. Circa 30 missionari, Confratelli del Santo, in collaborazione con le cinque parrocchie del paese, hanno animato spiritualmente questi giorni speciali: entrando nelle case, sostando nelle piazze, pregando in comunità, parlando ai giovani, portando conforto agli ammalati. Il tema scelto è stato “Visitare gli infermi”, per portare quell’attenzione speciale all’ammalato, attenzione e cura di cui san Pio è stato straordinario testimone. Sabato 5, nel corso della solenne celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Michele Castoro, arcivescovo della diocesi di Manfredonia - Vieste e San Giovanni Rotondo, è stato dato il mandato ai Missionari, frati e suore provenienti da tutta Italia, scelti per questo compito. Le case del paese hanno aperto le loro porte per diventare “centri di ascolto della Parola” e proprio lì, ogni giorno, i Missionari hanno incontrato e ascoltato chiunque bussasse a quelle porte, condividendo con le famiglie, e non solo, anche i momenti del pranzo e della cena. Durante tutte le giornate sono stati a disposizione, nelle chiese del paese, per le confessioni e per tutta la settimana, ogni pomeriggio, il Santo Rosario è stato recitato nei luoghi più significativi della presenza di san Pio a San Giovanni Rotondo.  Martedì 8 è stata la giornata dedicata ai bambini e ai ragazzi di tutte le parrocchie, che hanno incontrato i Missionari in piazza Padre Pio, accompagnati dai genitori e dai catechisti. Mercoledì 9 sono state, invece, protagoniste le famiglie e le giovani coppie, per riflettere sul tema “Famiglia che genera nella Misericordia”. Giovedì 10, nella parrocchia della Trasfigurazione del Signore, c’è stata la celebrazione eucaristica per e con gli ammalati. Venerdì 11, in serata, la piazza principale del paese, piazza Europa, si è riscaldata, nonostante il freddo, con la grande festa per i giovani: “Festa con noi”, animata dagli studenti Cappuccini di tutto il sud Italia, tra canti, balli, preghiere e testimonianze. Per tutta la settimana i giovani del paese, inoltre, hanno potuto fare esperienze di carità concrete, prendendosi cura per una giornata degli ammalati, presso l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, la Casa di riposo “Padre Pio” e la Residenza sanitaria “Madre Teresa di Calcutta”. Sabato 12, nella chiesa di Sant’Onofrio Anacoreta, si è svolto il convegno “La vita, prima opera di Misericordia”, tenuto dal prof. Giuseppe Noia, prof. dell’Università Cattolica di Roma e ginecologo del Policlinico Gemelli, che ha dato vita, insieme alla moglie, alla “Fondazione il cuore in una goccia”, nata per la tutela della vita e della salute materna e fetale. La conferenza ha invitato a riflettere sul tema della cultura della vita, per «gridare l'urgenza, per tutti imprescindibile, di difendere, sostenere e promuovere la vita umana e il diritto stesso alla vita per tutti gli esseri umani». Giornate intense, dunque, che hanno offerto a tutta la comunità non solo l’occasione di vivere insieme la gioia che la presenza di san Pio ha lasciato in questo luogo santo, ma anche la possibilità di condividere questo dono, di stare insieme, di aprirsi all’incontro e al dialogo. «Un’occasione di crescita umana e spirituale, nel Centenario dell’arrivo di padre Pio a san Giovanni Rotondo e una tappa importante del cammino indicatoci dal nostro amato Papa Francesco, attraverso questo Giubileo Straordinario della Misericordia», così fr Francesco Colacelli, ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Provincia Religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio, ha definito questa iniziativa, durante l’omelia della Santa Messa di domenica 13 marzo a conclusione della settimana. «Un segno di gratitudine verso Dio, per il dono di san Pio, ma anche di gratitudine per il popolo di San Giovanni Rotondo che con affetto viscerale ha accolto Padre Pio, affidandosi fin dall’inizio alla sua preghiera, ai suoi consigli, alla sua intercessione», così fr Francesco Di Leo, rettore del Santuario di san Pio, ha presentato la Missione durante la catechesi di preparazione, tenutasi a inizio settimana. Il simbolo di questa settimana è stata la tenda allestita in piazza Europa, nel cuore della città, “la tenda dell’incontro”, «la Shekhinah ebraica», come fr Luciano Lotti, coordinatore della Missione, l’ha definita: «Un luogo di incontro aperto a tutti». Un luogo dove si è concretizzato l’augurio espresso da mons. Castoro nel corso della celebrazione eucaristica in apertura della settimana, ovvero che questa Missione potesse rappresentare «un’opportunità per tutti i fedeli di sentirsi visitati da Dio e un’occasione per i lontani, perché, raggiunti dall’annuncio del Vangelo, possano tornare nella Casa del Padre». Giornate speciali che hanno lasciato un segno e che porteranno i loro frutti, a poche settimane dalla Traslazione di san Pio a Roma, e poi a Pietrelcina, un'altra “tappa” nello straordinario “viaggio” vissuto accanto al Santo, un viaggio che ci ricorda il suo straordinario insegnamento, che tiene viva la sua presenza nelle nostre vite e ci rende grati per il Dono ricevuto. «Una missione - quindi - che non può e non deve finire» come ha sottolineato fr Francesco Colacelli: «Dobbiamo continuare a stare insieme, a dialogare, a incontrarci, per cooperare in questa missione che padre Pio ha lasciato in eredità non solo a noi Frati Cappuccini, suoi Confratelli, ma a tutto il popolo di San Giovanni Rotondo». Al termine della Santa Messa di domenica 13 marzo sono state donate alle cinque parrocchie delle lapidi commemorative a ricordo di questa Missione.

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